prima ipotesi di modificazione


seconda ipotesi di modificazione

 

 




 

 

Il Parco archeologico di Selinunte

I progetti di valorizzazione del sito

La lettura analitica delle condizioni del Parco archeologico individua due questioni centrali:
1 - il rapporto tra il Parco e la borgata di Marinella, negato dalla doppia barriera delle dune artificiali e dall’enorme rotonda prospiciente l’ingresso;
2 - i percorsi di visita nel Parco progettato da Minissi, Porcinai e Arena, che hanno bisogno di un nuovo disegno alla luce delle recenti scoperte e della realizzazione del museo archeologico all’interno del baglio Florio.
La soluzione di queste due questioni è fondamentale per dare nuovo slancio a tutte le iniziative imprenditoriali legate al turismo e quindi allo sviluppo economico di un vasto territorio.
Presentiamo qui due proposte progettuali.
La prima è stata elaborata da un gruppo di studenti della Facoltà di Architettura di Palermo come tesi di laurea e propone una radicale trasformazione sia dei servizi d’ingresso che dei percorsi della collina orientale, di Manuzza e dell’Agorà.
La seconda è stata elaborata dagli studenti del master Architettura per l’Archeologia dell’Università di Palermo e riguarda la sistemazione dei servizi d’ingresso da Marinella. Ambedue utilizzano come punto di partenza il progetto originale di Minissi, Porcinai e Arena; tengono conto della situazione esistente e dell’esigenza di accogliere un numero di turisti (600.000 l’anno) che è sensibilmente diverso rispetto a quello previsto dai progettisti e che nei prossimi anni tenderà ad aumentare se, come è possibile, verrà loro offerto un servizio di accoglienza migliore, in linea con analoghe strutture per la fruizione dei beni culturali in Italia e nel mondo.

 

 

 

 

 


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II progetto Minissi
Modificazioni

di Giuseppe Guerrera

 

Prima ipotesi di trasformazione
Parco archeologico di Selinunte, Rilievo dello stato di fatto, 2004
Prima ipotesi di trasformazione:
progetto dei percorsi carrabili, pedonali e dei nuovi servizi d’ingresso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Servizi d’ingresso, viabilità e parcheggi


Percorsi e coperture

 

Servizi d’ingresso, viabilità e parcheggi
facoltà di Architettura di Palermo
CdL in Architettura 4S a.a. 2003/04

tesi di laurea di Valentina Giacalone e Ilenia Grassedonio
relatore prof. Giuseppe Guerrera
Percorsi e coperture
facoltà di Architettura di Palermo
CdL in Architettura 4S a.a. 2004/05
tesi di laurea di Gianluca Giaccone
relatore prof. Giuseppe Guerrera

L’idea è di riprendere il percorso dei progettisti del Parco là dove l’avevano interrotto negli anni ottanta, aggiungendo i servizi e gli spazi oggi necessari allo svolgimento dell’attività turistica.
Dopo un’attenta analisi delle relazioni urbane con Marinella, dello stato di fatto, del rilievo di ciò che è stato costruito, sono stati ridisegnati i percorsi nel Parco e la struttura d’ingresso, tenendo fede all’idea originaria.

Viabilità e parcheggi
La viabilità carrabile è stata totalmente ridisegnata sia nel rapporto con la strada Statale 112, che collega il parco a Castelvetrano e all’Autostrada Palermo-Mazara del Vallo, sia nel senso di circolazione interna.
Sono stati previsti due parcheggi, uno seminterrato per le auto ed uno a raso per i bus turistici. I due parcheggi sono ubicati in modo da essere utilizzati anche da coloro che si recano alle spiagge di Marinella ed ai ristoranti sulla costa.

Giardino
Osservando i disegni del progetto originario, soprattutto la prospettiva verso l’ingresso, si capisce come il giardino sia stato pensato come luogo d’incontro tra la città ed il Parco. Spazio pubblico alberato dove sostare prima e dopo la visita al Parco o dove passeggiare nel pomeriggio dopo la spiaggia.
Nel nuovo progetto sono riproposti, oltre al giardino, i percorsi sulla duna e la vegetazione, utile a schermare la vista di Marinella.

Servizi d’ingresso
Tutte le funzioni necessarie all’accoglienza turistica sono ubicate all’interno della duna, creando una successione di spazi che dalla biglietteria, unica parte oggi esistente, conducono al tridente d’ingresso attraverso sale espositive, bookshop, ristoranti e bar. Lungo il percorso ipogeo sono previsti affacci verso il Parco, spazi a cielo aperto, terrazze panoramiche. Il percorso si conclude con uno spazio gradonato dove potere allestire spettacoli all’aperto con lo sfondo dei templi inquadrati dai tre fornici d’ingresso.

 

 

         
   

Sistemazione dei rilevati con l’ubicazione dei nuovi servizi d’accoglienza turistica all’interno delle dune e della vegetazione

   

copertura per la protezione dello scavo dell'isolato nel margine est dell'agorà
 

Percorsi nel Parco
Gli scavi degli ultimi anni hanno dimostrato che Selinunte aveva una grande agorà sulla collina di Manuzza, dove si sviluppava gran parte della città. Quando nel 409 a.C. i cartaginesi distrussero la città, i superstiti si asserragliarono sull’Acropoli e costruirono un muro ed una porta fortificata verso nord, abbandonando il resto della città. Mura e porta che oggi sono la parte più importante di Selinunte, ma allo stato attuale non hanno il giusto rilievo nel percorso di visita e non sono fruite correttamente. Il nuovo percorso è pensato per consentire al visitatore di leggere la struttura urbana sia prima della distruzione che dopo la costruzione delle fortificazioni.

Dalla collina orientale all’Agorà
Dopo avere visitato i templi della collina orientale, si può raggiungere il baglio Florio, dove negli ultimi anni è stata realizzata una struttura museale, già prevista nel progetto Minissi e, attraverso un percorso che riprende un’antica via di collegamento con Manuzza, raggiungere l’Agorà.
Questa ipotesi è legittimata sia dal ritrovamento della porta nelle mura che circondavano la grande Selinunte prima del 409 a.C., che dal rilievo della struttura urbana elaborato da Dieter Mertens e pubblicato di recente(1). In questo modo si può prima visitare l’Agorà e i recenti scavi della missione dell’Istituto Germanico di Archeologia e poi dirigersi verso l’Acropoli.
Gli archeologi hanno evidenziato due problemi a cui si è tentato di dare risposta.
Il primo riguarda la necessità di leggere la struttura urbana costituita da isolati regolari. L’ipotesi è di “disegnare” a terra le tracce degli isolati utilizzando siepi di lentisco, piante con un basso apparato radicale che non comprometterebbe i futuri scavi nel sottosuolo. In questo modo si potrebbe avere un’idea della vastità della città in relazione al paesaggio della piana circostante.
Una seconda necessità è rappresentata dalla conservazione degli scavi che hanno bisogno di una continua manutenzione perchè se sottoposti all’azione degli agenti atmosferici si deteriorano. Il progetto propone una tettoia modulare che copre completamente l’isolato scavato sul lato est dell’Agorà e che consente una visita più comoda e protetta dal sole e dalla pioggia.

Dall’Agorà all’Acropoli
Visitata l’Agorà il nuovo percorso conduce all’Acropoli attraverso la Porta Fortificata costruita da Ermocrate dopo la battaglia del 409 a.C. e la successiva distruzione operata dai cartaginesi.
Allo stato attuale la visita all’Acropoli inizia da sud, attraverso un percorso che ricalca la vecchia strada statale che qui si concludeva. In questo punto è probabile che vi fosse solamente un collegamento verticale, una scala per raggiungere uno dei due porti di Selinunte. Risulta quindi, per la finalità didattica di far comprendere ai visitatori il senso urbano di Selinunte, sbagliato l’attuale ingresso.
La proposta è di iniziare la visita all’Acropolsi da nord, attraversare la porta fortificata, percorrere l’asse principale della città e concludere con la visita alla Casa del Viaggiatore, punto di arrivo di coloro che nel passato qui si accampavano per visitare e studiare le rovine di Selinunte.

  (1) Cfr. Dieter Mertens, Selinus I, op. cit.
 
    Percorsi nel Parco;
Sezioni sul percorso di collegamento tra la collina orientale e l’altopiano di Manuzza;
Siepi di lentisco che disegnano il tracciato della città
   
         
   

Seconda ipotesi di trasformazione

Servizi d’ingresso, viabilità e parcheggi
master Architettura per l'archeologia a.a. 2005/06
tesi di Fabrizio Ingarsia, Rosanna Oddo, Gaetano Palazzolo, Giuseppina Pizzo, Cosimo Ronzi, Maria Elena Sammartano

   
         
    Progetto della sistemazione dell’ingresso al Parco. Planimetria:
1. rotonda
2. sosta pullman
3. parcheggio pullman
4. parcheggio auto
5. parcheggio dipendenti
6. accesso all’area archeologica


   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





vedute della piazza d'ingresso al Parco archeologico

 

Anche questo progetto affronta il tema dei servizi d’ingresso al Parco da Marinella, ma in maniera meno radicale.
L’ipotesi è di lasciare i due rilevati costruiti e di utilizzare lo spazio occupato attualmente dal parcheggio per destinarlo ad una piazza pubblica, aperta alla città ed ai turisti, quel luogo d’incontro che il progetto originario di Minissi aveva ipotizzato. I parcheggi per le auto e per i bus turistici sono invece ubicati al di là delle dune, in relazione anche al tessuto urbano di Marinella e dei ristoranti sulla costa.
Questa nuova sistemazione consentirebbe di ridisegnare tutto il sistema di circolazione carrabile e pedonale del margine del Parco verso Marinella.

Viabilità e parcheggi
Allo stato attuale al Parco si accede dalla Strada Statale 121 attraverso una rotatoria di dimensioni spropositate rispetto al flusso di auto che lo utilizza, e che allontana ancora di più la città dal Parco, perché costituisce un’ulteriore barriera da attraversare.
Il progetto prevede lo spostamento di tale struttura - riducendola anche di dimensione - al di là del muro di recinzione della vecchia azienda Florio, in corrispondenza del casello ferroviario.
La strada d’accesso al Parco è ridisegnata in relazione alla nuova ubicazione dei parcheggi e non attraversa il Parco, consentendo solo una fermata ai bus turistici che, dopo avere lasciato i visitatori davanti l’ingresso alla piazza, sostano nel nuovo parcheggio.
In questo modo tra il muro della vecchia azienda Florio e la duna si può costruire una sequenza di spazi totalmente pedonali, che preludono al Parco archeologico: un giardino ed una piazza.

La piazza
Il progetto Minissi prevedeva un rilevato di terra lungo il margine est del Parco per impedire che, come era già previsto da un progetto presentato all’Amministrazione comunale negli anni settanta, si potessero costruire attorno ai templi della collina orientale una serie di villette. In realtà i rilevati costruiti furono due.
La nuova sistemazione prevede il recupero e la modificazione dello spazio tra le due dune, adesso destinato a parcheggio, per utilizzarlo come spazio pubblico aperto ai turisti e agli abitanti di Marinella, che vi possono accedere attraverso una serie di passaggi ricavati sotto la seconda duna.
La nuova piazza è definita da un lato da una cavea gradonata ottenuta modellando la seconda duna, e dal fronte dei servizi d’ingresso al Parco, ridisegnati ed ampliati.

I servizi d’ingresso
L’elevato numero di visitatori e la prospettiva che questi possano aumentare nell’immediato futuro rende insufficiente le strutture d’accoglienza progettate oltre venticinque anni fa. Mancano un bookshop, una caffetteria-ristorante, i servizi igienici sono insufficienti ed i negozi di souvenir sono ubicati in maniera sbagliata.
L’ipotesi è di costruire uno stoà lungo il margine della duna più grande, in continuità con la sala d’ingresso esistente, che resta come sala didattica. In pratica, rispettando l’allineamento attuale del muro di contenimento esistente, si prevedono una serie di spazi aperti dove ubicare il bookshop ed i negozi. Ai lati della sala didattica sono invece posti a destra la caffetteria e il ristorante, che attraversa la duna e si affaccia sul Parco verso l’Acropoli, ed a sinistra i servizi igienici ed una nuova biglietteria con locali per i custodi.

Il nuovo ingresso
Il percorso d’accesso al parco prevede dunque:
- la sosta delle auto e dei bus fuori dal Parco nei due nuovi parcheggi;
- l’accesso alla piazza totalmente pedonale, come preludio allo spazio del Parco;
- la visita alla sala didattica come prima informazione sul Parco;
- l’eventuale sosta alla caffetteria e l’acquisto di guide presso i negozi ubicati lungo il percorso per raggiungere l’ingresso dal tridente;
- una rampa pedonale per superare il dislivello tra la piazza e l’ingresso dal tridente.
Il complesso di tali trasformazioni determina un intervento misurato, che non modifica eccessivamente la situazione esistente, recuperando gran parte dell’intervento costruito negli anni ottanta e consente di allontanare le auto dal Parco creando una vasta area pedonale pubblica, luogo d’incontro tra parco e città.

   
       

 

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