Progetti per la fruizione, tutela e valorizzazione
del sito archeologico di Monte Giulfo a Villarosa,Enna
Università Kore, Enna Facoltà di Achitettura
Laboratorio di progettazione III
Anno Accademico 2007-2008
Docente Giuseppe Guerrera
Docente del modulo Sandro Amata
Collaboratore Andrea Caporali
|
|
|
LA VALORIZZAZIONE DEL SITO DI MONTE GIULFO
Il rapporto tra archeologia ed architettura fornisce degli spunti di riflessione importanti che investono gli aspetti storici, compositivi e tecnologici oltre a numerose implicazioni legate al restauro ed al rapporto con il paesaggio.
Per questo motivo il tema della tutela, della valorizzazione e della conservazione di un sito archeologico rappresenta, dal punto di vista didattico, una scelta utile per il percorso formativo degli studenti di un Corso di Laurea in Architettura.
Si tratta di un argomento particolare che comporta un progetto di architettura diverso da quelli affrontati solitamente nei Laboratori di Progettazione, spesso impegnati nell’approfondimento legato ai temi dell’abitare, degli spazi pubblici e dell’architettura urbana. Si tratta di un argomento che prevede il progetto di un’architettura provvisoria, non invasiva, removibile e che non debba essere la protagonista indiscussa ma piuttosto valorizzare e proteggere le preziose preesistenze archeologiche.
Alla luce di queste considerazioni durante la lezione di apertura del Laboratorio III di Progettazione Architettonica dell’Anno Accademico 2008/09 si è avvertito, da parte degli studenti, un certo scetticismo oltre ad una perplessità diffusa per l’apparente semplicità dell’esercitazione progettuale.
Il percorso didattico è iniziato con un intervento propedeutico del prof. Sebastiano Tusa dal titolo “Introduzione all’Archeologia” e, successivamente, si è passati alla conoscenza diretta del sito di studio con il primo sopralluogo guidato dal consulente per l’archeologia, il prof. Sandro Amata, con il quale si è instaurata una valida ed efficace collaborazione basata su un costante e continuo dialogo paritetico.
|
|

Il sito archeologico di Monte Giulfo |
L’area archeologica di Monte Giulfo, allo stato attuale degli scavi, è costituita da tre siti a quote diverse, collegati tra loro da una strada sterrata preesistente, che dalla strada comunale conduce alla sommità del Monte:
1-La Necropoli est sul fianco roccioso che degrada verso il Morello;
2-Il Tesmophorion sul fianco meridionale;
3-Un edificio adibito a magazzino, unica testimonianza della città costruita sul pianoro alla sommità del Monte.
Fanno parte dell’area da valorizzare una casa rurale allo stato di rudere e un traliccio della rete della corrente elettrica ad alta tensione che attraversa tutto il territorio del Morello. I tre siti dopo lo scavo del 1987 sono stati ricoperti da teli e sabbia, ed allo stato attuale mancano di una protezione che ne garantisca la conservazione e la fruizione.
Il progetto elaborato dagli studenti del Laboratorio 3° di Progettazione Architettonica del Corso di Laurea in Architettura prevede la valorizzazione dell’area archeologica secondo un programma museologico elaborato insieme agli archeologi che hanno eseguito lo scavo e si basa su un percorso di visita che inizia dalla base del Monte e, nell’ordine, consente la visita alla Necropoli est in basso, per poi attraversare l’area del Tesmophorion, ed infine raggiungere l’Abitato sulla sommità del Monte.
Il percorso di visita utilizza la strada esistente, migliorandola nel tracciato, nella sezione e nella pavimentazione. Tale scelta è dovuta alla mancanza di dati archeologici sulla struttura urbana della città, e quindi è una scelta prudente per non compromettere ulteriormente futuri scavi.
Per la protezione dei ritrovamenti più importanti sono state previste tettoie di diversa natura, forma, materiali, che tengono conto di alcuni principi:
1-La reversibilità dell’intervento;
2-la relazione con il paesaggio e la sua modificazione;
Il progetto prevede il recupero del rudere della casa rurale per essere utilizzato come struttura di servizio e di accoglienza turistica, la rimozione del traliccio e l’uso del basamento come piazzola di sosta per i visitatori.
Hanno partecipato al Laboratorio circa 70 studenti che hanno elaborato in un semestre i progetti di valorizzazione, di cui qui si presenta una selezione degli elaborati grafici e dei modelli.
I Progetti




|
|


|
I nuovi percorsi di visita progettati si adagiano sulla traccia del vecchio sentiero con alcuni allargamenti realizzati in luoghi strategici che permettono di ammirare il paesaggio da punti di vista sempre diversi. Il sistema di copertura degli scavi è caratterizzato da una serie di leggere strutture in acciaio dalla pianta rettangolare, coperte con volte a botte ribassate rivestite in teflon.
|
|
|





|
|



|
L’intervento è caratterizzato da un’unica grande copertura in acciaio a volta ribassata che dialoga con la casa rurale esistente e che copre l’intera area dello scavo relativo all’antico magazzino.
|
|
|


 |
|

|
| Il percorso pedonale per la fruizione del sito si configura a partire dalla traccia del vecchio sentiero e si apre con alcuni slarghi pensati per ammirare il paesaggio e le antiche testimonianze storiche da prospettive sempre diverse. Il sistema delle coperture è caratterizzato da una leggera struttura reticolare in acciaio per la protezione dalle intemperie l’area scavata.
|
|
|



 |
|





|
Le coperture di protezione degli scavi del fianco collinare sono di forma rettangolare. Il sistema progettato per la sommità della collina è in acciaio, dalla forma circolare in pianta, a dialogare con le più piccole coperture a valle e con il suggestivo paesaggio collinare.
|
|
|


_1.jpg)
|
|
|
Il sistema di copertura è caratterizzato da cinque grandi elementi lineari ad L che rendono unitario il sistema trave-pilastro e che proteggono l’area del santuario di Demetra. Elementi in acciaio dello stesso tipo sono pensati per la copertura degli antichi magazzini.

|
|
|


|
|




|
| L’ipotesi progettuale si basa sullo sviluppo di un doppio sistema di coperture: uno dalle generose dimensioni, retto da quattro pilastri in acciaio e coperto da una struttura reticolare caratterizzata da un modulo triangolare che regge il sistema delle vetrate; l’altro più piccolo che si snoda in tre parti a seguire l’andamento altimetrico della collina. |
|
|
|
|